giovedì 9 dicembre 2010
martedì 7 dicembre 2010
Attività onirica intensa ed evanescente.
La mia attività onirica non è mai stata così intensa e mi chiedo se quando tornerò a lavorare si bloccherà oppure resterà tale. Mi da molti motivi di pensare.
Questa notte dopo averci impiegato ore a cadere nelle braccia del sonno ho sognato nuovamente l'evanescente. Cioè ho sognato per l'ennesima notte un uomo che non conosco, che non ho mai visto e che probabilmente non esiste. La settimana scorsa ho condiviso anche con D. questa mia cosa, così per essere del tutto sincera. Sebbene non si debba considerare un atto nel sonno come un tradimento? Bah.
Comunque questa notte l'uomo evanescente che per comodità chiamerò E. a differenza degli scorsi sogni non era per nulla passivo.
Questa notte E. mi ha fatto entrare in casa sua consapevolmente. Una casa vuota. Solo pareti bianche e pavimenti scuri. Non parlava. Sempre e rigorosamente muto. Mi ha bendata con un foulard nero e mi ha legato le mani dietro la schiena con un altro foulard, sempre nero. Tenendomi per quest'ultimo mi ha fatto camminare all'indietro fino a che non ho raggiunto una parete (questo però posso averlo sognato perchè ieri ho riesumato nella mente l'Edipo del teatro del Lemming dove si viene bendati e legati). E mi sembra mi abbia detto all'orecchio ma non posso giurarlo perchè la bocca era chiusa (come faccio a dirlo se ero bendata? è un sogno, no?) "non devi vedere, perchè io non esisto". A quel punto sentivo il muro dietro di me. Rumore di scotch. Mi ha fatto appoggiare le mani sul muro con lo sguardo penso rivolto verso di lui e mi ha incollato lo scotch al muro da una parte fino all'altra come a bloccarmi il bacino. Ha iniziato a baciarmi i piedi, le scarpe. Partendo dal piede malato. L'ha baciato mille volte come per liberarmi dal dolore che mi ha provocato in questi mesi, la mia appendice. Giuro che se ci penso sento ancora la sensazione. Da lì poi è salito lungo le gambe. Con dei piccoli passi con dei piccoli movimenti quasi impercettibili, davvero come di qualcosa che none siste, che non c'è. Il mio animo aveva già le convulsioni. Tic, Tic, Tic, Tic goccia dopo goccia stillava già in attesa di essere violato. Avrei voluto toccarlo. Ma avevo le mani legate. Avrei voluto vederlo ma avevo gli occhi chiusi, bendati. Dal piacere quell'impotenza diventava dolore.
Saliva, saliva sempre di più. E colava dalla mia bocca la stessa. Non mi aveva resa muta ma non avevo il coraggio di parlare spaventata dal dire qualcosa che avrebbe interrotto definitivamente la sua presenza, evanescente.
Poi l'ho sentito alzarsi, non doveva essere molto più alto di me.
Mi ha messo le mani sulla vita legata (in tutti i sensi !) e ho sentito un rumore strano, una fodera, pareva avere in mano qualcosa. Nella mia testa poteva essere qualunque cosa, anche un coltello (anche questo credo di averlo trasportato nel sogno dall'Edipo del Lemming) e invece non lo era. E. sapeva anche parlare e nel silenzio di quella stanza invece di abbattere del tutto ogni mia bassissima resistenza alla sua sensualità immaginata ha iniziato a leggere.
Il testo della canzone "Gli uccelli" Di Battiato.
(Cristo ! Questo sogno è stramaledettamente pieno di sensi inversi)
E dopo che l'ha letto io sono (s)venuta.
Devo assolutamente controllare la mia attività notturna che sta assumendo contorni inquietanti.
"Voli imprevedibili ed ascese velocissime
Traiettorie impercettibili
Codici di geometrie esistenziali."
lunedì 6 dicembre 2010
Una ballata
Oggi tuffo nel passato ascoltando i Bluvertigo e De André, mentre il mio piede si sgonfia e diventa pallido come il resto di me.
"Amor, se mi vuoi bene. Tagliati dei polsi le quattro vene"
mercoledì 1 dicembre 2010
iLdIoDeNaRoHaViNtOdIo
Sono ormai 5 giorni che ho tolto il gesso e iniziato la fisioterapia.
E' faticoso ma ogni 24ore vedo miglioramenti, piccoli ma ci sono. Non cammino ancora ma miglioro.
Per quello che riguarda il resto dell'andare quotidiano non vi sono miglioramenti. Studio poco, ciondolo stampellante per la casa, guardo dalla finestra, scrivo messaggi, ascolto musica, leggo e rileggo sempre lo stesso libro. E chiaramente sogno. Sono due notti che sogno di essere tornata a lavoro ma non nel mio ufficio ma di essere ritornata a fare la cassiera. E ho montagne di soldi da contare e non riesco, e conto e ne trovo di falsi e li riconto. E li mazzetto e li sistemo e li riconto e ci sono soldi stranieri e non mi capisco e ho l'ansia perchè c'è il portavalori. Follia
Ho i sensi rallentati come se tutto si fosse bloccato come il mio piede.
Sto quasi stancando me stessa a forza di parlare di lui.
In attesa che tutto torni a girare ...
vorticosamente
possibilmente
ubriacandomi.
sabato 27 novembre 2010
Una estremità violacea.
Ebbene si, è stato a lungo dibatutto ma tra i due mozzichi d'ossa c'è una nuvoletta (callo osseo) non troppo pronunciata ma c'è. Così mi ha tolto il gesso e sfilato i due ferri dal piede. Ho fatto anche la prima seduta di fisioterapia ma tutte le mie speranze di camminare in una settimana si sono infrante quando ho visto la condizione. Non si tratta più di un piede. E' una estremità al bordo di una gamba raggrinzita violacea in alcuni punti da sangue raffermo, crostoficato di betadine (40 giorni senza essere mai lavato), un po' storto, gonfio a livello della caviglia, con due buchi che ieri sanguinavano copiosamente e oggi invece dormono. Appena l'ho visto libero ero felice. Da ieri sera ogni volta che lo guardo mi viene da piangere e mi rendo conto che sono proprio una donna senza carattere. Invece di usare tutta la mia forza mentale su pensieri cretini dovrei usarla sulla determinazione a riprendere a camminare. Venti giorni ci vorranno, se va bene.
E chi lo dice in ufficio?
Non ho più lacrime per piangere ma non so fare altro, maledetta me.
martedì 23 novembre 2010
stato fisico: un film dell'orrore
"Sei il colore che... non ho! E non catturerò. Ma se ci fosse un metodo, vorrei che fosse il MIO."
Questa mattina mi sono osservata allo specchio per più del solito minuto e mezzo al quale mi sto dedicando nell'ultimo mese. Ho delle occhiaie spaventevoli. Dei capelli avvizziti come la pelle della gamba destra. Gli occhi spenti. La gamba destra molto più magra della sinistra. Forse ho preso un chilo o due con questa vita sedentaria. Però ho le guance scavate, un po' sofferenti. Una immagine da pietà.
Se penso poi che ho due ferri incastonati nel piede come nei migliori film dell'orrore mi viene da vomitare. Ogni notte sogno in riferimento a venerdì. Sogno che mi diranno di stare altri venti giorni con il gesso. Sogno che mi sfileranno via i ferri a vivo e urlerò e sgorgherà il sangue. Sogno che non tornerò a camminare bene, io fanatica del tacco 12. Sogno che mi si spezza un ferro nel piede e resta lì per sempre. Sogno che mi tolgono i ferri e mi ci legano i polsi al lettino e abusano di me. Sogno che non potrò più ballare e correre.
Vaffanculo, mi faccio un altro caffè.
Non voglio più dormire.
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