domenica 13 settembre 2009

E' passato un anno da quando il fallimento di Lehman m'ha distrutto lo stomaco. E' passato un anno da quando dicevo poi ecco settembre e non ne ho avuto il tempo.
a Novembre mi laureo, se tutto va come deve andare, e settembre è davvero a metà.
Devo iniziare a trascurare meno il mio blog, compagno di viaggio per quasi 800 post.
Ci sarebbero così tante cose da dire... e da scrivere ma ogni mio secondo viene assorbito dalla tesi....e per ora devo scrivere lì.

lunedì 31 agosto 2009

Il regno del ben(ESSERE)

continuo ad automassacrarmi in mezzo a miliardi di scelte di cose da fare. In riflessione tutta la notte scalciando D e pensando pensando pensando. L'esamino di informatica giovedì a Milano che se non lo passo addio laurea... il volley, la nuova squadra e già salto allenamenti per studiare... il lavoro e i 100km giornalieri... il pianoforte, il giornale di musica per cui scrivo. Le cose da lavare e da stirare... la vita sociale. I vestiti e le mille scarpe arrichite da un nuovo paio di sandali blu schock ... e le aspettative mie e degli altri e settembre e le parole bugiarde che escono dalla bocca di molti. E mi mancano la mamma e il papà ma io sono grande e devo camminare con le mie gambe che per altro, sono abbastanza lunghe da ricoprire terreno e muscolose da scalare montagne.
Ho voglia di piangere un po con il mio papà che mi accarezza la testa per dirmi si, ste sei solo una fottuta fortunata. Nata nel mondo del benessere che vive con le malattie legate ad esso.

lunedì 10 agosto 2009

un mese quasi di silenzio sta a significare che si respira troppa vita. a cinque giorni dalla partenza per le vacanze resto ancorata ai sogni e sorrido.

sabato 11 luglio 2009

Più calma

ho decisamente superato statistica....la notizia mi coglie quasi impreparata.
Lunedì rientro in ufficio. Sabato Milano e per un mese chiuso con le ferie.
Che annata piena di novità, che annata intensa.
La lavatrice vorticosa pulisce i panni sporchi.
Devo iniziare a prendere le cose con più calma.
Con più calma.

lunedì 6 luglio 2009

Battiti, Combattiti!!!!

Lunedì mattina e numeri matematici, formule statistiche e unghie finalmente lunghe e nere costellano questo inizio giornata mentre la tensione è già altissima e dopo settimane di astinenza da fumo in un solo giorno riesco ad essere una ciminiera. Grigio fuori mentre ali spezzate di uccelli desiderati sembrano sempre più lontani a causa di una frigidità mal conosciuta e ben apprezzata in momenti come questo in cui la freddezza della calcolatrice scientifica mi fa amare più i fogli che la pelle. Eppure la concentrazione è apertamente una utopia mentre ancora una volta sono gli afterhours la colonna sonora della mia vita in una sorta di loop in cui non riesco a liberarmi di questo nieztschiano eterno ritorno all’uguale: un cd degli afterhours, un concerto degli afterhours, uno sguardo rubato a manuel agnelli e parole, parole, parole, fiumi di parole alla Jalisse solo per descrivere quanto i topi mi stiano mordendo dentro e quanto io non sia in grado di controllarmi. Mentre persino le mani tremano, ma non è freddo. Sono come un muratore che è appena uscito dal lavoro o come una lampada dimenticata: coperta di polvere. Non riesco a trovare la serenità che la mia condizione privilegiata mi imporrebbe: ma non è depressione. Non sono depressa, tantomeno esaurita. Ho trovato come descrivere la mia malattia: tensione verso l’infinito. Come se non vi fosse mai una fine, come se ogni traguardo sia fine a se stesso, come se non si potesse provare piacere oggi ma sempre rivedere il piacere in qualcosa che deve ancora venire. La senti anche tu questa sensazione di tensione? Un piacere atteso sempre più grande che non ti fa godere oggi di quello che c’è. Di questi momenti in cui la vita va bevuta ad ampi sorsi fino ad ingozzarsi e farsi mancare il fiato. Fino a soffocare. Ne discutevo ieri appoggiata al letto bianco nel perenne stato dislessico dell’ultimo periodo con l’altra metà di me che dimostra pazienza e amore infinito per il mio essere afoso. E mi scendeva una lacrima d’amore. E mi scendeva una lacrima di passione iersera, quando di fronte ad un documentario su una popolazione del centro africa guardavo stucchevole quei bambini splendidi dalle pance gonfie e le mosche ronzanti come avvoltoi su carcasse e donne, spogliate delle vesti minime per il pudore personale, che con lunghi coltelli dividevano una antilope appena cacciata. E con la mia metà, la mia passione, il mio D discutevamo che lì non v’è crisi finanziaria, non v’è pensiero di quelli che passano in testa a noi. Non v’è statistica o altro. Vi sono canti tribali e aria di morte, una perenne aria di morte per donne che han 25 anni e ne dimostrano 50. Così rifletto che sono una insaziabile egoista di sensazioni, fortunata e impudica. E’ vietato soffrire se poi al mondo c’è chi ha la sofferenza come stato costante. E siamo solo degli stramaledetti egoisti. La terra deve tremare e cambiare: tremare davvero sotto i culi dei “grandi della terra” (ma grandi per cosa??????????????), a quegli inutilmente grandi che tronfi sulle loro sedie dicono bugie, a noi, a voi, a loro, a me. Così conscia di uno stato di coscienza mi dico COMBATTI, INVECE D’ABBATTERTI.

sabato 4 luglio 2009

Non mi dimenticherai !

Straziami, strappami, sfodera rabbia su questa tasiera, rendi schiava questa pelle, ammazzala a suon di battute d'ascia insanguinata e sorridi come nei migliori film d'orrore mentre fai morire la parte cruda della mia anima che altro non aspetta che essere spenta a suon di crudeltà irreali e sbavature di miele. Pornografici silenzi alla afterhours frantumano la concentrazione di questa mattina nella quale tutti i lama del mio stomaco sputano succhi gastrici con una tensione paragonabile alla formula con cui calcolare i punti z di statistica descrittiva. Continua pure a fotterti Statistica, che martedì mattina (forse) ti fotto io. E non lo dimenticherai.
(la mia follia da amanuense sta raggiungendo livelli da ricovero)

sabato 27 giugno 2009

Svenevolmente !

La convinzione sta abbattendo questo ego strasbordante dalle pareti del corpo imperfetto e i mal di schiena altrui creano notti insonni, i caffè (troppi) ti convincono che le palpebre possono vibrare e questa coca cola zero che la caffeina non è mai abbastanza. Mai abbastanza mentre nemmeno il malox serve a storpiare rumori, umori, odori, grattini di questo stomaco che si ammazza di masochismo. L’asse da stiro rimanda una visione imbarazzante di cumuli di panni sorridenti in attesa di essere sbattuti inamidati amati (ma non è quello che vogliamo tutti?) e poi lasciati per abbandonarsi in un cassetto in mezzo ad altri. Un confronto di pulizia e pazzia. Ringhia il pianoforte e le chitarre qui di sopra melense, che il miele svenevole che scende da esse mi spaventa e m’addolcisce, sembrano noiosamente riprese da un pezzo d’un artista scarso, noiosamente riprese da una bassa lega di musicalità. Le unghie strisciano i tasti e il fondale di questi occhi fatti di mare verde cristallino ricco si confondono con il nero dello sfondo di occhiaie date dalle fottute coca cole zero che mi distruggono ogni velleità di smettere con la dipendenza da coccoina. Annusala anche tu. Nella nuova versione azzurra grigia t’attira a sé con un profumo che sembra quello cattivo di qualche pseudo amante che hai frequentato anni fa. Si quello più vecchio di te che amava farsi sottomettere dall’idea d’avere un cane come padrone. E una donna come cane forse? Schiaffeggio il bianco di questo muro mentre il graffiare delle pareti duodenali si alimenta grazie a pensieri che sarebbe meglio non pensare. E poi che mi costringe ad ascoltare Carmen Consoli con tutta la musica che dorme rincoglionita in questo pc. Che mi rattrista.