lunedì 6 dicembre 2010

Una ballata

Oggi tuffo nel passato ascoltando i Bluvertigo e De André, mentre il mio piede si sgonfia e diventa pallido come il resto di me.
"Amor, se mi vuoi bene. Tagliati dei polsi le quattro vene"

mercoledì 1 dicembre 2010

iLdIoDeNaRoHaViNtOdIo

Sono ormai 5 giorni che ho tolto il gesso e iniziato la fisioterapia.
E' faticoso ma ogni 24ore vedo miglioramenti, piccoli ma ci sono. Non cammino ancora ma miglioro.
Per quello che riguarda il resto dell'andare quotidiano non vi sono miglioramenti. Studio poco, ciondolo stampellante per la casa, guardo dalla finestra, scrivo messaggi, ascolto musica, leggo e rileggo sempre lo stesso libro. E chiaramente sogno. Sono due notti che sogno di essere tornata a lavoro ma non nel mio ufficio ma di essere ritornata a fare la cassiera. E ho montagne di soldi da contare e non riesco, e conto e ne trovo di falsi e li riconto. E li mazzetto e li sistemo e li riconto e ci sono soldi stranieri e non mi capisco e ho l'ansia perchè c'è il portavalori. Follia
Ho i sensi rallentati come se tutto si fosse bloccato come il mio piede.
Sto quasi stancando me stessa a forza di parlare di lui.
In attesa che tutto torni a girare ...
vorticosamente
possibilmente
ubriacandomi.

sabato 27 novembre 2010

Una estremità violacea.

Ebbene si, è stato a lungo dibatutto ma tra i due mozzichi d'ossa c'è una nuvoletta (callo osseo) non troppo pronunciata ma c'è. Così mi ha tolto il gesso e sfilato i due ferri dal piede. Ho fatto anche la prima seduta di fisioterapia ma tutte le mie speranze di camminare in una settimana si sono infrante quando ho visto la condizione. Non si tratta più di un piede. E' una estremità al bordo di una gamba raggrinzita violacea in alcuni punti da sangue raffermo, crostoficato di betadine (40 giorni senza essere mai lavato), un po' storto, gonfio a livello della caviglia, con due buchi che ieri sanguinavano copiosamente e oggi invece dormono. Appena l'ho visto libero ero felice. Da ieri sera ogni volta che lo guardo mi viene da piangere e mi rendo conto che sono proprio una donna senza carattere. Invece di usare tutta la mia forza mentale su pensieri cretini dovrei usarla sulla determinazione a riprendere a camminare. Venti giorni ci vorranno, se va bene.
E chi lo dice in ufficio?
Non ho più lacrime per piangere ma non so fare altro, maledetta me.

martedì 23 novembre 2010

stato fisico: un film dell'orrore

"Sei il colore che... non ho! E non catturerò. Ma se ci fosse un metodo, vorrei che fosse il MIO."


Questa mattina mi sono osservata allo specchio per più del solito minuto e mezzo al quale mi sto dedicando nell'ultimo mese. Ho delle occhiaie spaventevoli. Dei capelli avvizziti come la pelle della gamba destra. Gli occhi spenti. La gamba destra molto più magra della sinistra. Forse ho preso un chilo o due con questa vita sedentaria. Però ho le guance scavate, un po' sofferenti. Una immagine da pietà.


Se penso poi che ho due ferri incastonati nel piede come nei migliori film dell'orrore mi viene da vomitare. Ogni notte sogno in riferimento a venerdì. Sogno che mi diranno di stare altri venti giorni con il gesso. Sogno che mi sfileranno via i ferri a vivo e urlerò e sgorgherà il sangue. Sogno che non tornerò a camminare bene, io fanatica del tacco 12. Sogno che mi si spezza un ferro nel piede e resta lì per sempre. Sogno che mi tolgono i ferri e mi ci legano i polsi al lettino e abusano di me. Sogno che non potrò più ballare e correre.
Vaffanculo, mi faccio un altro caffè.
Non voglio più dormire.




lunedì 22 novembre 2010

Sogno, no son desta !

Oggi metto l'arma nel velluto: ho voglia di restarmene qui. Gentilmente abbarbicata a quattro cinque immagini che ho appena sognato. Nell'ultimo mese di reclusione con i sogni faccio il delirio. Mi succede qualunque cosa e sto iniziando a pensare che siano più interessanti della vita reale. (Mi sto rinchiudendo in me stessa?)
Peccato che, la venuta di Morfeo, peraltro anch'essa molto desiderata, tardi sempre a farmi visita cosicchè in quei brevi sprazzi di sonno devo consumare velocemente tutti i paradisiaici mondi in cui mi auto catapulto.
Proiettata verso venerdì e la speranza che mi tolgano il gesso.
Che consolazione
!

domenica 21 novembre 2010

La proporzionalità tra l'immoralità e l'immortalità !

Anche questa mattina piove. Io e D dormiamo a sensi alterni. Io mi addormento alle tre, lui si alza alle otto, io mi alzo alle 11, lui a quell'ora si riaddormenta. Così continuo a dedicare tempo a questo libro (Papà Goriot Honoré De Balzac) e a massacrarmi il cervello con il ragionamento sui giudizi e sui giudici.

E non ne trovo conclusione.
Non trovarne una conclusione, indirizzata poi in modo sbagliato da altri che mi indicano appositamente la strada scorretta in questo labirinto per farmi sviare.

Anche questa mattina la sensazione di immoralità è inversamente proporzionale a quella di immortalità.

Dall'alto della mia sensibilità mi scende una lacrima. Sprecarle così mi lascia attonita. E con la gastrite.

Meglio cercare un pensiero superficiale che renda la pelle splendida.

sabato 20 novembre 2010

Decido IO cosa è immorale o illecito. solo IO.

Ascolto afterhours e mando a fare in culo questo gesso che mi costringe seduta qui con la gamba alta mentre vorrei volare come un rapace. Perchè qualunque rapporto interpersonale deve sempre finire ridotto ad un misero rapporto di sensualità, di sesso, di fisicità. Perchè non ci si può scambiare tra uomo e donna pensieri, musica, sogni parole, discorsi anche sconclusionati senza per questo tradire, distruggere quello che si ha? Perchè?
[ti disintossica le vene dai resti del mio seme]

Mi dai l'alcol, la carta,i fiammiferi. Me li metti in mano e poi come pretendi che io non li usi? Contro di me, contro di te, contro tutto quello che ho, a rischio di perderlo. Io sono così. Non sono immagine, finzione. Io rischio tutto se vale la pena. Io rischio sempre e dove è il limite dell'immoralità, del lecito: LO DECIDO IO. Me ne assumo tutte le responsabilità.

Non ne posso più. Voglio coltivare tutto quello che trovo e che può crescere, qualunque cosa essa sia. Oppure lasciatemi in pace. Fate morire i miei sensi, uccideteli, fatemi una lobotomia. Costringetemi a non pensare, a non vivere, a non provare sensazioni.

Cosa posso fare se mi inumidisco le mani solo qui da un divano? Cosa posso fare se mi scoppia la testa solo a guardare una immagine? cosa posso fare se so scriveere, parlare, sorridere, flirtare. Cosa ci posso fare ?

Davvero. Questa mattina sono completamente stordita da me stessa. E da te che mi hai portato l'alcol, i fiammiferi e la carta e adesso vuoi fare il pompiere !