martedì 13 luglio 2010

Etica, trasparenza, verità

Primo martedì di lavoro dopo qualche giorno di vacanza e già mi pare che scoppi tutto.

Non che io sia triste ma oggi mi è capitato un episodio che per la privacy non voglio e non posso raccontare perchè anche senza far nomi è pessimo mettere in piazza ...

E' un bel lavoro stare a contatto con la gente. Ti da delle soddisfazioni enormi. Ma alcuni giorni ti porti a casa dolori che non sono tuoi. Per una come me che vive tutto a mille alcuni giorni è un peso enorme.

E' impegnativo lavorare così, ma è il mio modo.

Ed è l'unico modo in cui, in questo mondo, riesco a restare maledettamente etica.

lunedì 12 luglio 2010

Diaframma: Siberia

Sudata, appicicaticcia...

Questa mattina sono terrorizzata. Più emozioni mi si accavallano dentro al punto che sto sudando e non credo che la colpa sia del caldo bensì di qualche sostanza avvelenata che mi si è insinuata nel corpo dal momento che è arrivato lunedì mattina. Oggi sono ancora a casa, in queste ipotetiche ferie. Tutto appiccica. Pure l'acqua invece di scivolare via appicica.

E io sono terrorizzata.

Un po' di paura di rientrare a lavoro (e me ne vergogno pensando ai migliaia di cassa integrati), un po' di tensione per la visita di oggi pomeriggio. Ormai dovrei essere abituata alla tortura alla quale ogni sei mesi mi devo sottoporre... ogni volta però è nuova, ogni volta è diversa, è nuova, si. Ogni volta mi ritrovo la mattina prima col viso solcato di lacrime e lacrime e lacrime. Sono una codarda, una donna da poco. Che si spaventa davanti al nulla. E oggi vado comunque da sola.

Sarà quello che mi fa paura?

mi sento forte, fortissima, poi un niente mi abbatte e mi accartoccio. Su di me scricchiolando come una foglia d'autunno. Quelle dei lunghi viali. Mi rotolo, mi faccio spazzare dal vento, trascinare. E' un sogno ricorrente questo. Lo faccio da anni. Chissà che significa, non pretendo che qualcuno lo sappia.

Pretendo di tirare fuori le palle.
Pretendo di affrontare la vita col piglioc he so di avere.
pretendo di distruggere gli sbalzi d umore per i quali un secondo piango, quello dopo rido fragoroosamente, quello dopo ancora urlo, quello dopo ancora mi strazio.

Se tutto va come deve, a settembre mi re iscrivo all'università.
Ma cosa sto cercando, che non ho, che nn trovo?

domenica 11 luglio 2010

THE CURE- PLAY FOR TODAY

Fai di me la tua geisha, fai di me la tua umile serva

Ieri matrimonio di P&P. Ad un certo punto mi sono liberata delle scarpe tacco 12 blu prestate da mia sorella per poter ballare liberamente un trittico invidiabile che partiva dai clash per finire ai prodigy. Questa mattina ho attorno un coma altrettanto invidiabile mentre D è ancora, messo scomodamente nel letto, nel mondo dei sogni o deglii incubi che siano.

Ascolto Carmen Consoli, l'album mediamente isterica perchè è così che mi sento inquesti giorni... sebbene qualcuno dica che il mediamente lo vorrei solo io. Mi fan male gli occhi e ho i capelli bagnati ma è troppo caldo per accendere il phon e bruciarsi quelle ultime cellule celebrali che mi sono rimaste...

Lasciatemi così, come ina domenica mattina sudata come l'estate, che ci cola fra le gambe (afterhours, estate)

venerdì 9 luglio 2010

colpi bassi

sono semplicemente stordita dagli eventi stordita da te e da tutti quelli che mi circondano...dall'ossessiva mania di pensare che qualcuno oggi, al supermercato, mi stesse fissando le gambe. ma senza un motivo particolare un tipo dietro di me quasi 50enne con degli occhiali scuri. mi pareva seguisse tutti i miei movimenti tra gli scaffali e poi mi sono girata e nn c'ero. credo d'aver avuto una allucinazione una ombra che nn c'era ma che io vedevo. Tra i biscotti, i surgelati, la frutta. una tensione maniacale. Impersonavo la tua persona in quell uomo spaventoso tra gli scaffali e fanculo. sono scappata. come so fare perfettamente. nel silenzio di quelle tue parole e nelle lancinanti urla degli sguardi appassionati affossati da lunghe distanze, da lunghe gambe che separano chilometri di mare e chilometri di fottute spiagge, bagnate dal mare stesso mentre io sono sempre asciutta. asciutta come il clima di quei paesi sahariani, africani... caldi di giorno freddi di notte.

Ora sono qui. Piena di sensi di colpa, vuota di te, piena di me, piena di altro e di altri. E allora un po' mi vien e da odiare te, l immagine di te e di tutti le cose che mi fanno bene e male insieme, mal e ebene in un vortice che non so controllare e che mi porta al degrado dell'anima.

Non voglio farne una colpa a te, tu non ne hai colpa. ne ho colpa io.
troppo codarda per provare, troppo coraggiosa per stare qui seduta

Ennesima eclisse