La mia idea malsana è sempre stata quella di prendere una crostata possibilmente fatta in casa con amore e mangiare solo i pezzi che la rendono crostata, cioè l'incrocio di righe di pasta imbevute di marmellata che stanno al di sopra. Cioè io so per certo che qualcuno dopo arriverà per mangiarla ma io la distruggo con grande felicità stupendo al loro arrivo tutti gli ospiti che si troveranno a mangiare una crostata non crostata. un accozzaglia di marmellata e pasta. magari pure bruciacchiata. Minchia !
Partendo da questo concetto arrivo a quello dell'autoreferenzialità. Non ci scrivo più molto in questo blog. Sarà che sono passata dal monologo (a parte qualche sporadico commento di quelli che ancora, ogni tanto, controllano se sono viva o morta) al dialogo. Ultimamente amo molto parlare e confrontarmi senza interlocutore (non sarà forse, anch'esso monologo?)... avrei voglia di trovare qualcunoa cui rivolgermi in questo blog. E' come se, dopo anni, io ora abbia il coraggio di fare delle domande un po per capire se sto vivendo la mia vita o un surrogato della stessa fatta di pane, amore, lavoro lavoro lavoro e fantasia....
Così d'ora in poi mi sforzerò. perchè l ho scritto anche poco tempo fa ma nel 2007 facevo quasi due post al giorno e mi imbevevo dei vostri splendidi blog. Arimondi, Listener, Madison, Zaio (rigorosamente in ordine alfabetico) apprezzando l'ottima scrittura, gli splendidi post, le rivoltanti immagini (si, listener questa è per te ma nn portarmi rancore) accompagnate da una mirabile dialettica digitale cruda e pura. Per non parlare poi dell'ultimo periodo che si era riempito di cose nuove (Silvano, mi pare di ricordare e forse altri due). Diciamo che ho abbandonato la mia vita da blogger proprio nel momento in cui essa non era più una lentissima masturbazione ma diventava un appagante rapporto sessuale quasi orgiastico.
Sarà, però mi manca.
Buonanotte.
martedì 6 luglio 2010
domenica 4 luglio 2010
Tuona il temporale fuori e sembra che faccia un po' più fresco del solito...sembra fare un po' più fresco anche nella mia mente. sembra esserci qualcosa di più chiaro nel mio futuro... ci saranno sicuramente durissime montagne da scalare... forse per la prima volta ho nella testa un percorso, una via da seguire. E la seguirò.
martedì 11 maggio 2010
I perbenisti che usano metafore
Giornata nera. Ma non del nero bello dei vestiti. In ufficio una persona dopo l'altra con questa cazzo di crisi del cazzo e tutto quella che si porta dietro... perdite, perdite, perdite. Vaffanculo alla speculazione e a chi gioca sulle spalle di noi piccoli consulenti ! Fuck off, sono inferocita. Non importa. step one - è andata, aspettiamo qualche giorno se il mercato si riprende. aspettiamo. aspettiamo e nel frattempo fottiamoci da soli. anzi... facciamoci una bella.... che almeno si sta in allegria. step 2 - ho la volgarità nel sangue stasera e le vene piene dello stesso, blu di rabbia, nero di darkness. Una maglietta non è mai troppo scollata nè un pantalone troppo a vita bassa in questi ultimi giorni con una voglia perenne e dolorosa di sguardi. step 3 - ho fatto un fango dall'estetista e mi sono anche addormentata - step 4 - da ieri sono a dieta per perdere quel qualcosa che mi manca. resto completamente ancorata al concetto di perfezione. e sebbene più volte abbia tentato di impegnarmi, ci resto ancorata come una stronza.
Sono volgare lo so. Ma lo sono di più tutti i perbenisti che incontro. quelli che non hanno le palle e ti dicono "complimenti per la maglietta" quando i complimenti non sono per la maglietta e lo so. Fottuti perbenisti che usano metafore. Perbenisti da punire. Comunque.
Sono volgare lo so. Ma lo sono di più tutti i perbenisti che incontro. quelli che non hanno le palle e ti dicono "complimenti per la maglietta" quando i complimenti non sono per la maglietta e lo so. Fottuti perbenisti che usano metafore. Perbenisti da punire. Comunque.
lunedì 10 maggio 2010
domenica 9 maggio 2010
I love u, londoncallingste
Stanotte mi hai rimproverata in quel tuo solito modo che sembra che poco te ne frega. Mi hai rimproverata perchè ho lasciato andare il blog. L'ho un po' abbandonato a se stesso nella spirale in cui forse mi sono auto abbandonata anch io. Poi sei svenuto nel sonno di una domenica di maggio che ha solo l'aspetto svenevole di un week end di febbraio tra la pioggia e la noia che costella il tempo. La mia creatura sta soffrendo assieme a me e soffre per un motivo in particolare. Forse molti post fa (tre anni or sono) avevo scritto che avrei smesso di compilare il mio diario giornaliero il giorno in cui avrei trovato davvero la mia strada, e ridendo avevo scritto che avrei terminato di compilarlo quando mi sarei sposata. E' stato un gesto divertente che nel duemilasette pareva una cosa così lontana da farci sopra una scommessa. Come s epoi i matrimonio fosse un trovare se stessi. Comunque scrissi quella cosa che ora non vado a ritrovare per questioni di tempo. Dovrei smettere di scrivere allora perchè all'incirca tre mesi fa D. mi ha chiesto di sposarlo e io ho risposto si. Abbiamo fissato la data per il 14 maggio 2011 e stiamo gestendo i preparativi con una calma quasi maniacale per non sbatterci troppo. L'unica cosa che al momento so è che al termine della cerimonia mentre sarò ancora in chiesa voglio ascoltare hallelujah di cohen. Per il resto, verrà da se'. Non abbandonerò comunque il blog e anzi vorrei scriverci più spesso ma sono così invischiata nella materialità delle giornate che scorrono da restarci incollata in una sofferenza fetale smaniosa. Scrivo poco in generale. Ascolto poca buona musica, non vado a concerti. In quest'anno ho solo giocato a pallavolo. Tanto. Sempre comunque e in tante ore della settimana. Questa sera ho delle strane sensazioni anche dovute a tutta la tensione che ho accumullato in questi giorni di altalena per le borse e per l'economia e continuo a dire che la lezione del duemilaootto non mi è servita. Vivo ancora come se i soldi dei miei clienti fosssero miei e soffro. Molto. A pensare che ormai nemmeno più un titolo di stato è un investimento sicuro. Questo ben rappresenta la mia ambivalenza che penso avrò per tutta la vita: maniacale tendenza alla perfezione vs casino interiore degno dell'assoluta irrazionalità.
Ti amo, londoncallingste.
Ti amo, londoncallingste.
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