lunedì 8 giugno 2009

steTistica

non ne posso più, non riesco nemmeno più a fare esercizi mi escono dalla bocca sotto forma di conati di vomito numerosi.

E oltre a ciò, la mia preparazione è sotto ai tacchi.
ma non dei tacchi normali.
Dei tacchi di 15 cm.

Oh, nuvole trasportate un po' di polvere magica !!!

venerdì 5 giugno 2009

Sergio Caputo - Il Garibaldi Innamorato (1987)

E il Garibaldi è ricercato in tutti i mari del sud,
ma non si può tagliar la barba per questioni di look...
Anita dice "Peppe, quando gioca il Brazil...
si va a vederlo in Italy... pensaci Peppì!"

Ste, la deviata standard.

Mancano quattro giorni all'esame di statistica e sono una larva bianca maledettamente stanca e insonne. Mi manca da ripassare ancora tutta la parte di inferenza statistica e studiare da zero metodologia (!). Riuscissi almeno a dormire potrei affrontare le giornate con il sorriso e la voglia mentre ho gli occhi che mi si chiudono e la testa che pesa in modo importante sul corpo. Stanotte nel buio mentre D respirava forte pensavo alle variabili casuali, alle funzioni con distrizbuzione normale, normale standardizzata, binomiale, ipergeometrica chi quadrato.... e via discorrendo... e tentavo di ripetermi nella testa queste formule incomprensibili.
Se mi bocciano salta la laurea (o forse no dipende da quando c'è un appello a settembre) ma non ci penso altrimenti mi carico ancora di più di tensione. Così ascolto Sergio Caputo (ebbene si) per cercare di distrarmi. Sono uscita a fare la spesa come la migliore casalinga e sono passata in profumeria per comprarmi uno smalto blu scuro come il nuovo vestito che ho comprato l'altra sera in preda ad una ansia da shopping malsana.
Tutti mi scrivono: evvai è venerdì. Per me si preannuncia un DURISSIMO week end statistico. anche standoci sopra e leggendo, studiando, facendo esercizi... cioè non posso dire di non essermiimpegnata.... non ne vengo fuori, non sono portata... soprattutto perchè non ne comprendo del tutto l utilità.
E io che butto via le ferie per studiare.
Non importa, sento che tutto questo sacrifio verrà ricompensato da una svolta (come scrive madison, forse si è finita una epoca e ne è iniziata una altra).
Come scrivo io: STRAFOTTITI STATISTICA !

sabato 30 maggio 2009

e' finita.

Depeche mode.
Sole e vento nella mia nuova dimora. Vivo con D. da quasi un mese. Cucino, lavo, stiro. Faccio la donna di casa. Lavoro poi, studio con fatica e scrivo nei momenti liberi. Piango anche molto per motivi indecifrabili. Non vedo quasi più quei pochi vecchi amici che avevo... i miei genitori li vedo una volta alla settimana se tutto va bene. La mia vita è cambiata ed è difficile. Sono sempre agitata e stressata, sempre con la faccia contratta e gli occh pronti a lacrimare. D. sopporta con la pazienza per la quale ho deciso che è lui l'uomo della mia vita. Perchè l'ho deciso. Ho depositato il titolo di tesi e la scrivo in contemporaneo allo studio della statistica e di alcuni esami di patente europea del computer avanzata (INUTILE! fatta per spillaare soldi!) e sono stanca. Alla notte mi sveglio con gli occhi sbarrati pensando al lavoro e ai problemi lì e all'arretrato che ho da sbrigare e alla gente che si fida di me. Forse troppo.
E' finita una epoca.
E io devo finire l'università per novembre, assolutamente.
E poi riprendere con costanza con il pianoforte e con lo sport che ho abbaandonato agli angolo di una strada.
Sono anche gli ultimi post del blog che scriverò, forse. E già lo faccio di rado.
Ho intenzione di chiuderlo.
E' finita una epoca.

giovedì 21 maggio 2009

Una bambina

Ho depositato il titolo di tesi.
Ho depositato i sogni.
Ascolto Beethoven e piango come una bambina.
Studio.
Fumo sigarette.
Bevo caffè.
E piango come una bambina.
Non credevo i miei genitori mi potessero mancare così tanto.
Sono ancora una bambina.

venerdì 8 maggio 2009

Lava via il sangue, Lava via lo sporco, Lava via i dieci piani!

Nel silenzio di questo blog ci stanno in mezzo giornate d'amore. Come la primavera e i fiori rosa fiori di pesco di battisti che cantavo immersa nell'aria di Parigi. Parigi che vale aver paura dell'aereo e vomitare. Che vale la fativa e un ginocchio mezzo rotto. Parigi che vale l'amore e risveglia la voglia di viaggiare, sebbene il risveglio del ritorno alla vita reale fatta di numeri, di tesi, di pianoforte, di esame ecdl advance, di gente pateticamente attaccata al denaro. Un risveglio difficile ma cullato dalle dolci parole dei CCCP ormai colonna sonora insopportabile a forza d'esser ascoltata.
A breve, a quanto sembra, cambierò la mia residenza e trasporterò la mia perenne assenza in una essenza da vivere in due con tutto l imbarazzo che porta con sè la conoscenza e l'imparare, la lingua italiana. Oh, la lingua francese. Splendida e soave, splendida tanto quanto non lo sono, per me, i francesi. I vini francesi, intendo. Sogno ancor oggi un ottimo nero d'avola corposo da sorseggiare alla fine di una opulenta cena fumando l'ultima sigaretta del pacchetto che la gusti come fosse l'ultima tua dose di eroina vera. Ma ho il cuore bianco, come eroina (Afterhours).
Cresce anche l'attesa per i risultati del 12 maggio. Un'altra tortura a fondo nell'anima con una lunga forbice grigia per scoprire se dobbiamo tagliare pezzi di ste per eliminare queste stronze di cellule (zoccole) e per eliminare anche altri sogni, che, con un taglio netto, cadranno in un lunghissimo buco nero.
ma è stasera che vedo tutto nero. semplicemente perchè qui è solo rosso, ma rosso di un comunismo incrostato e reietto. d'un co(ns)munismo che non m'appartiene più. Produci Consuma Crepa
Devo compare una lavatrice. Lavami via, lavami via.
Lava via lo sporco e fammi dimenticare i dieci fottuti piani.
Giraci attorno, no ciurcuiscili. Guardali desiderali, abbattili.
Torna indietro. Tradiscili ma poi aspirali. Ingoiali.
E ripetiti: sei una Puttana, ma non è grave.
E' solo il mestiere più antico del mondo, dice mio Padre.

mercoledì 22 aprile 2009

CSI - Depressione caspica

no, non ora, non qui in questa pingue immane frana
no non ora non qui, no non ora non qui
se l'obbedienza è dignità, fortezza
la libertà è una forma di disciplina
assomiglia all'ingenuità la saggezza
ma non ora non qui, no non ora non qui
io, in attesa, a piedi scalzi e ricoperto il capo
canterò il vespro, la sera
ecco che muove e sgretola dilaga
uno si dichiara indipendente e se ne va
uno si raccoglie nella propria intimità
l'ultimo proclama una totale estraneità
tu, con lo sguardo eretto all'avvenire
fisso al sole nascente ed adirato all'imbrunire
tu non cantavi mai la sera, non cantavi mai
no non ora non qui in questa pingue immane frana
no non ora non qui no non ora non qui
se l'obbedienza è dignità fortezza
la libertà una forma di disciplina
assomiglia all'ingenuità la saggezza
ma non ora non qui, no non ora non qui
tu non cantavi mai la sera, non cantavi mai
tu non cantavi mai la sera, non cantavi mai