siamo davvero tutti slave to the wage... bellissimo video, ogni tanto in ufficio....mi sento così: pallida e tagliata.
martedì 9 ottobre 2007
lunedì 8 ottobre 2007
é stato un delirio fintopseudopoetico
alberi dii muschio
inumidiscono la mia pelle
giovani pensieri
sono favella per i miei momenti
petali di rosa
mi accarezzano nel sogno
e di candore
mi vestono
ampie distese
colline verdeggianti
mi apaprtengono
stanotte
correndo camminando passeggiando scappando
arrivo in una casa
interamente ricoperta
di alberi popolata
di rose vestita
dalla finestra un viso
una espressione di lutto
un presagio
un grido
un'allarme
abbracciami, finché puoi
ti stringo, finché posso.
inumidiscono la mia pelle
giovani pensieri
sono favella per i miei momenti
petali di rosa
mi accarezzano nel sogno
e di candore
mi vestono
ampie distese
colline verdeggianti
mi apaprtengono
stanotte
correndo camminando passeggiando scappando
arrivo in una casa
interamente ricoperta
di alberi popolata
di rose vestita
dalla finestra un viso
una espressione di lutto
un presagio
un grido
un'allarme
abbracciami, finché puoi
ti stringo, finché posso.
lenta
abbandono piogge di maschere
ad ogni occasione
noiosi momenti
rischiosi sentimenti
pericolose relazioni
lavoro d'inutilità
necessità d'allontanarsi
dal mondo
di obblighi
e convenzioni
condizioni per l'accettazione
per una posizione
scarsa avvenenza necessita sapienza
sapienza impone dolore
dolore impone morte
abbandono piogge di maschere
ad ogni occasione
noiosi momenti
rischiosi sentimenti
pericolose relazioni
lavoro d'inutilità
necessità d'allontanarsi
dal mondo
di obblighi
e convenzioni
condizioni per l'accettazione
per una posizione
scarsa avvenenza necessita sapienza
sapienza impone dolore
dolore impone morte
Luci soffocanti
calore e bagliori
annientano la vista
dello spettacolo
della vita
mi aggrappo
con unghie nere
alla tua schiena
per non precipitare
cadere
affogare
nel sudicio mare
che mi attira a se'
segni su di te
sangue scende
testimone d'adorazione
divinizzata realtà
sublime tormento
porto con me
e lo lascio in te
mentre annodo la tua carne
alla mia
senza via d'uscita
m'avvinghio nei labirinti
di una salma vivente
dai capellie bano
profumati di vaniglia
calore e bagliori
annientano la vista
dello spettacolo
della vita
mi aggrappo
con unghie nere
alla tua schiena
per non precipitare
cadere
affogare
nel sudicio mare
che mi attira a se'
segni su di te
sangue scende
testimone d'adorazione
divinizzata realtà
sublime tormento
porto con me
e lo lascio in te
mentre annodo la tua carne
alla mia
senza via d'uscita
m'avvinghio nei labirinti
di una salma vivente
dai capellie bano
profumati di vaniglia
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